martedì 23 ottobre 2007

Babsi, il commiato, il silenzio. Nuove invenzioni

Così.
Posso già immaginare come ciascuno interpreterà, discuterà, si difenderà.
Sono sette mesi che ognuno lo fa. In buona o cattiva fede.
Così tanto tempo da sembrare una storia obsoleta.

Babsi Jones ha scritto il suo ultimo post.
Lucido e radiografico.
Scritto con il sapere del dolore che l’accompagna.

Ancora oggi c’è qualcuno che confonde la libertà di opinione con l’aggressione e la volgarità con la satira.
Ancora. Che tristezza.

Babsi, come tutti i perdenti, mi sta simpatica. Forse perché mi ci riconosco; forse perché sono certa che tutti noi, un giorno o l’altro potremmo scivolare dall’equilibrio razionale e sapiente al tormento demente e luttuoso.

Fragile nelle emozioni e adamantina nella volontà della passione, Babsi in questi anni non ha fatto altro che raccontare la propria vita, la propria storia, le proprie emozioni.

Come facciamo tutti.

Con la differenza che noi, al potere salvifico della scrittura, mica ci crediamo davvero, perché sotto sotto la nostra vita è altrove: nei nostri uffici, nei nostri libri, nei figli e nelle famiglie, nei problemi del precariato, delle malattie o della disoccupazione.

Anche Babsi, a dire il vero, non si è negata alcun male.
Quindi ci assomiglia.

Però non si è negata neanche la libertà di scrivere.
Ancora credo che i blog servano per essere liberi, mica per dimostrare quanto si è bravi.

Ma queste sono sottigliezze romantiche.

La cosa più interessante è l’analisi del mondo letterario, editoriale ed in genere della rete che ci regala Babsi e che sarebbe interessante tornare a leggere quando ci prende la voglia di insegnare a tutti la (nostra) verità.

13 commenti:

reginadelsole ha detto...

non so se il blog serva ad essere liberi...se non lo si prende con leggerenza e distacco, però, si perde il senso, la dimensione, infinitesimale, anche di se stessi

naima ha detto...

Regina
il blog non "serve" ad essere liberi.
Il blog secondo me dovrebbe dare la possibilit� di espimersi liberamente, ma poi son sempre esseri umani che lo scrivono e se non son liberi loro � ben difficile che un blog (ma neanche quella fatidica risata...) li liberer�.
Per cui, come sempre, sono d'acordo con te.
Sai che credo sia la prima volta che ti vedo girare per blog???
:-*

reginadelsole ha detto...

mi hai risvegliata tu da un atavico torpore in cui tornerò a breve, dato che preferisco fare le marmellate e le discussioni in ciccia ed ossa..:-))

naima ha detto...

Esther
ma è che tu c'hai ragioneee.
Ed io mi dibatto ormai atavicamente fra l'insofferenza nel leggere certe cose e la voglia di prendermela una buona volta sta libertà di scrivere.
:-**

La Lipperini ha detto...

Ah, parole sagge. E sembra così difficile capirle, purtroppo. Grazie Naima. Di cuore

Morgan ha detto...

sottoscrivo ogni tua singola parola, la penso al medesimo modo.

naima ha detto...

Loredana
la sensazione è che non si vogliano capire preferendo la bieca goliardia.
Vorrei solo sapere se qualcuno si permetterebbe altrettanto che so, con Wu Ming senza rischiare una figura meschina.

Morgan
grazie

La Lipperini ha detto...

Cara Naima, lo hanno fatto. Se hai la pazienza di leggere tutti i commenti di CB (che peraltro oggi torna sull'argomento scegliendo direttamente la sottoscritta come bersaglio), noterai che anche Wu Ming è stato preso come esempio di tutto ciò che non si sopporta più in rete. Tutto questo per aver detto che sarebbe bene parlare di un libro e non di quel che si dice sul medesimo...

terraRossa ha detto...

Mi capita di dire deliberatamente della grandi cazzate e i visitatori mi prendono maledettamente sul serio.
Quando invece parlo col cuore e mi trattano da cazzaro.
Allora mi sono convinto che la mia essenza più vera sia quella del cazzaro. Sul blog e, probabilmente, anche nella vita.
Credo che i blog si possano vivere bene bene solo dopo aver capito che i sistemi di regole comportamentali che li sottendono sono assolutamente diversi da quelli della vita reale.
Per esempio, significanti come verità o finzione, gentilezza o aggressività, ironia o drammaticità intelligenza o stupidagine, cultura o ignoranza potere o altro si dovrebbero ridiscutere. A volte si ribaltano.
In fondo, la vita reale e quella dei blog sono null'altro che due sottosistemi virtuali di un unico sistema reale che al momento mi sfugge e, fra l'altro, non so neppure se ho detto una cazzata oppure ho parlato sul serio...
ciao, naima

naima ha detto...

Terra
è vero, ma a me regole e sistemi non piacciono, soprattutto quando sono comuni e nessuno si concede il dibattito e lo scazzo.

Sai cosa c'è, se esci da queste regole non puoi far parte della comunità dei blogger (basta leggersi un po' i blog collettivi per scoprire quanto si accaniscono su discussioni che porebbero essere esaurite in un paio di post...)
Ma sinceramente non è che ne sento la mancanza della comunità.

aitan ha detto...

Che in questo tambureggiare di voci che si sovrappongono l'una all'altra rischamo di elidere a vicenda le nostre scritture è una sacrosanta verità che giustifica la scelta del silenzio. Ma per fortuna esistono le nicchie, le comunità di intenti e di interessi, le fratellanze nate sulla spinta di un idem sentire. (Ma senza esagerare, perché io trovo sempre sospetto il volere dire e fare sempre tutto in gruppo, smarrendo le responsabilità individuali per le nostre parole e azioni).

terraRossa ha detto...

Lo dici proprio a me, Naima, che le comunità mal le sopporto e il pensiero unico mi fa imbestialire e allora irrompo con l'unico scopo di fare il sasso nello stagno.
E mi indispone l'eccessiva mielosità che sa di falso lontano 1000 miglia (riferimento casuale alla famosa gara automobilistica).
Ecco, sono il sasso lanciato nello stagno (a sproposito?)
Qualcuno, prosaicamente, potrebbe dire:
il rompicoglioni.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu