"La donna che parlava con i morti".
E prima ancora di abbandonare la copertina, ti si incolla addosso una domanda alla quale non avrai risposta per molte pagine.
Ed incominci a leggere la storia di Anna che, in fondo in fondo, rispecchia un pezzo della tua storia. Perché quando si soffre per amore mica conta se si è femmine o maschi.
Ed Anna soffre perché non può condividere e questo la fa temere, la fa ingelosire.
Si riempie di dubbi che tramuta in certezze. E tu la capisci davvero.
Poi all’improvviso la storia di Anna s’intreccia con altre storie, con frange di antichi segreti maledetti, con pastette contemporanee, rimpianti e rimorsi.
Pezzi di vita e vite qualunque che diventano eroiche ed esemplari perché intagliate nei sentimenti.
Sentimenti buoni, cattivi, infidi, accoglienti. Poco importa. Tu li vedi.
All’improvviso ti ci trovi dentro o ti si chiudono attorno come foglie spinose di una pianta carnivora.
Ognuno di questi personaggi assomiglia a qualcosa che stai vivendo: tu o le persone che ti stanno accanto.
Ma il nostro vivere è spesso riservato e vergognoso mentre questi personaggi vivono apertamente persino la loro sconfitta e questo li rende tutti protagonisti che si muovono fra piccole cittadine e campagne acquose.
Remo Bassini, al suo quarto libro, cambia le regole del gioco. Non canta più le storie di provincia: vita e solitudini, delusioni, amore e puttane.
Gli investigatori, stavolta, indagano sulle anime più che sugli eventi e s’avventurano, in bilico, fra quotidianità e mistero.
Ne “La donna che parlava coi morti” edito da Newton Compton, la capacità dell’autore di aprire le stanze una dopo l’altra diventa emozionante ed eccitante perché passa attraverso mondi ed epoche diverse.
Un taglio esoterico fondato, però, sulla nostra viva tradizione. Radici, insomma.
Ed il legame della vita con la morte diventa tangibile proprio nel territorio magico dove si palesa la verità e si frantumano gli egoismi.
E prima ancora di abbandonare la copertina, ti si incolla addosso una domanda alla quale non avrai risposta per molte pagine.
Ed incominci a leggere la storia di Anna che, in fondo in fondo, rispecchia un pezzo della tua storia. Perché quando si soffre per amore mica conta se si è femmine o maschi.
Ed Anna soffre perché non può condividere e questo la fa temere, la fa ingelosire.
Si riempie di dubbi che tramuta in certezze. E tu la capisci davvero.
Poi all’improvviso la storia di Anna s’intreccia con altre storie, con frange di antichi segreti maledetti, con pastette contemporanee, rimpianti e rimorsi.
Pezzi di vita e vite qualunque che diventano eroiche ed esemplari perché intagliate nei sentimenti.
Sentimenti buoni, cattivi, infidi, accoglienti. Poco importa. Tu li vedi.
All’improvviso ti ci trovi dentro o ti si chiudono attorno come foglie spinose di una pianta carnivora.
Ognuno di questi personaggi assomiglia a qualcosa che stai vivendo: tu o le persone che ti stanno accanto.
Ma il nostro vivere è spesso riservato e vergognoso mentre questi personaggi vivono apertamente persino la loro sconfitta e questo li rende tutti protagonisti che si muovono fra piccole cittadine e campagne acquose.
Remo Bassini, al suo quarto libro, cambia le regole del gioco. Non canta più le storie di provincia: vita e solitudini, delusioni, amore e puttane.
Gli investigatori, stavolta, indagano sulle anime più che sugli eventi e s’avventurano, in bilico, fra quotidianità e mistero.
Ne “La donna che parlava coi morti” edito da Newton Compton, la capacità dell’autore di aprire le stanze una dopo l’altra diventa emozionante ed eccitante perché passa attraverso mondi ed epoche diverse.
Un taglio esoterico fondato, però, sulla nostra viva tradizione. Radici, insomma.
Ed il legame della vita con la morte diventa tangibile proprio nel territorio magico dove si palesa la verità e si frantumano gli egoismi.



10 commenti:
Devo dire che a mano a mano che procedo nella lettura di questa ultima bella creatura di Remo, non posso che essere d'accordo con la tua recensione, Naima.
Buon fine settimana.
Milvia
milvia
è un libro appassionante e vedrai che il finale ti lascerà senza parole.
Più pr quello che cela che per la sorpresa.
Ma agli ospiti stasera????
:-)))
Però...
Bella.
E bella anche la copertina, lo prendo in libreria lun.
Bella anche la copertina.
Seno l'odore del mare a vedere la foto in blu, bella anche quella.
Angelo
Gli ospiti li ho minacciati: o mi giuravano di comprare il libro, o niente pappa! Hanno giurato....
Ciao.
Milvia
Angelo
Ne vale proprio la pena di leggere Remo Bassini.
Tutto quello che ha scritto, direi.
Sempre che ti piacciano le storie vere e vive e crude.
E poi sono contenta che ti piacia il mio template ;)
Milvia
sai che farò adesso? Regalerò il libro di Remo a tutte le persone che so che lo meritano (e sono molte!!!)
ora questo libro mi incuriosisce...! :-)
Paolo
se riusciremo ad incontrarci te lo voglio regalare.
Sono certa che a te, con le tue esperienze piacerà moltissimo.
p.s. ti mando una mail
Naima hai ragione. Vale assolutamente la pena di leggere Remo Bassini. Di coltivarne l'amicizia anche.
Paola Cingolani
mille e un grazie, magari, tutto ataccato....
graziemille non rende
Come tu riesca a coniugare il buon Remo Bassini e l'entità detta Babsi Jones mi rimane un mistero.
MarioB.
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