lunedì 25 febbraio 2008

La vita in cento parole

Questo gioco delle cento parole è sempre più gettonato. Forum, blog, siti di letteratura con o senza altre regole.

La cosa più sorprendente è che dopo un po' diventa una sfida necessaria e si va a finire che si pensa anche in cento parole.


Scrivere libero da un anno (settimana per settimana) raccoglie decine di cento parole su temi di una parola.

Quella appena passata era vita.

Queste le mie cento parole:

Non ci sono filosofie là dentro.
Solo un caldo umido e rumori attutiti. E un gran lavoro.
Per creare strutture di ossa, fasci di muscoli, strade di arterie, organi molli ed ancora iridi e unghie e capelli e strati di pelle e denti e sesso.
Un'officina in perenne attività.
Poca luce e mani estranee che si stampano attorno in maldestre carezze, in tentativi di ascoltare, di accarezzare, di dare un senso a quello che accade fra anima e ventre.
Noi non lo sappiamo, lì dentro, che voi la chiamate vita.
E' solo un destino.
E nasciamo quasi sempre senza accorgercene.

La prossima parola-tema sarà morte.

Ne riparliamo.

domenica 17 febbraio 2008

Perchè non scrivi?

Sono passati 47 giorni dal post precedente.
In questi 47 giorni ho raccolto idee, rabbie, storie, commenti a fatti di cronaca o sguardi su moda, bellezza e attualità.
In questi 47 giorni è arrivato Ferrara e il bliz all'ospedale di Napoli, in questi 47 giorni ho lasciato molti commenti, ma mai una volta che mi fosse venuta voglia di prendere uan cosa che ho scritto e metterla qui, in questo spazio bianco dell'editor.


Poi ieri ho letto questo post di falsoidillio ed ho capito tutto.

Falsoidillio è stato il primo blogger che ho conosciuto quando mi sono avventurata nel lontano 2003 nel mondo dei web-log.
Non mi sono mai soffermata sui suoi scritti, a dire il vero, però aveva una lista di link di tutto rispetto ed il viaggio è cominciato così.

Si sa, un link tira l'altro e si raggiunge il centro. Proprio come in una ragnatela.

Ieri mettevo in ordine i preferiti. Un lavoro improbo: verificare che la gente non abbia chiuso, abbandonato, traslocato. E così mi sono letta falsoidillio che ha esposto in poche righe esattamente il mio stato d'animo.

E, fra le tante motivazioni, in special modo questa: Le cose di cui scrivevo o i modi in cui lo facevo mi diventano progressivamente insopportabili, e mi vien da pensare: ma chi cacchio mi credo di essere per dire 'ste cose?

Ogni tanto chiedo lumi e consigli agli amici blogger. In parecchi sono lì che fluttuano nel limbo.
E' anche vero che riesce sempre più difficile non avere una url da presentare insieme al proprio curriculum.

Ed è inutile dire sempre la stessa battuta: ma come si faceva prima?

Semplice. Prima non era adesso. Si faceva benissimo perchè non avevamo neanche una pallida idea che ci potesse essere tutto questo.
Ora che sappiamo che c'è, giustamente lo utilizziamo e non possiamo farne a meno.

Resta il fatto, però, che neanche le recensioni dei libri mi soddisfano.

Ce ne sono tanti che le fanno.
Magari meglio.

A me sembra, ogni momento di più, di essere supponente credendo che qualcuno abbia interesse a leggere quello che scrivo. Ed è una cosa che non mi piace.

Stavolta ci sono ricaduta.

Chissà se un giorno riuscirò a mettermi d'accordo.